Tartufo di pizzo

Nel 1940, all’interno del Gran Bar Excelsior a Pizzo, divenuto poi Gelateria Dante, lavorava un giovane pasticciere di Messina di nome Giuseppe De Maria, noto a tutti come Don Pippo. Grazie alla sua bravura divenne l'unico proprietario del locale. Un giorno, durante un importante matrimonio, Don Pippo rimase senza coppe per poter servire il gelato sfusoagli ospiti, così come prevedeva il menu. De Maria allora mise nella sua mano una porzione di gelato alla nocciola, la lavorò con le mani per dargli una forma tondeggiante, vi inserì all’interno del cioccolato fuso e lo ricoprì con una spolveratadi cacao amaro in polvere e zucchero. Poi avvolse il gelato in un foglio di carta alimentare e lo misea raffreddare: quell’originale dolce fu un vero successotra i commensali.

Tartufo di pizzo

Ingredienti

  • 400 g di gelato alla nocciola
  • 400 g di gelato al cioccolato
  • 50 g di cioccolato fondente
  • Cacao amaro in polvere q.b.
  • Stampo di silicone a forma di semisfera da 7 cm circa
Prodotti da abbinare alla ricetta Tartufo di pizzo

Preparazione

Sciogliere a bagnomaria il cioccolato fondente. Nel frattempo, con un cucchiaio prendere un po’ di gelato alla nocciola e inserirlo in uno stampo per dolci in silicone, a forma di mezza sfera. Con le dita, creare una piccola conchetta nel gelato in cui mettere un cucchiaio di cioccolato fondente sciolto. Velocemente chiudere la forma con un’altra cucchiaiata di gelato al cioccolato. Dare una forma sferica al gelato e coprire con la carta da forno. Far riposare nel congelatore per almeno 1 ora. Una volta che i tartufi sono ben rassodati, toglierli dagli stampini e dalla carta, passarli nel cacao amaro e servirli immediatamente all’interno di pirottini alimentari colorati. Il tartufo di Pizzo è stato inserito nella lista dei Prodotti Agroalimentari Tradizionali della regione Calabria (PAT) dal Ministero delle Politiche Agricole Alimentari e Forestali.

Curiosità

Non tutti sanno che... La ricetta originale del tartufo di Don Pippo è stata tramandata ai suoi discendenti ma rimane, ancora oggi, segretissima. Alcune varianti artigianali, prevedono l’uso di metà gelato alla nocciola e metà al cioccolato, con una punta di liquore.

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